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Pedale Europeo, il nuovo numero PDF Stampa E-mail

Scritto da Administrator, 15-04-2008 22:22

Pagina vista : 379    

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Pubblicato in : Tutte le notizie giorno per giorno, News ciclismo giovanile

E' appena uscito il nuovo numero di Pedale Europeo, il giornale online dedicato ai Campionati Europei Under 23 e Juniores che si terranno a luglio nel Verbano. Eccone la versione completa

Gli Juniores vogliono vincere

I nuovi Juniores di De Candido a luglio, in 17 giorni, proveranno a conquistare Europei e Mondiali 

Non sarà facile il compito del selezionatore Rino De Candido che, in un anno pieno di grandi appuntamenti, dovrà trovare dei validi sostituti ai vari Ulissi, Ratto, Favilli, Balloni passati alla categoria Under 23. Il CT degli Juniores, comunque, non ha perso tempo e si ègià messo al lavoro per individuare quegli atleti che proveranno a ripercorrere le gesta mondiali di Diego Ulissi: «Sono molto fiducioso perché ci sono elementi molto interessanti come Felline, Fonzi, Vanotti, Fiumana, Sonda e Sbaragli, a cui vanno aggiunti altri giovani talenti» ha detto il responsabile della categoria Junior Rino De Candido.

 

Quest’anno sarà necessario anticipare la preparazione in quanto, a luglio, nel giro di diciassette giorni gli Juniores dovranno disputare Europei e Mondiali: «La prova in linea dell’Europeo con partenza da Verbania sarà molto dura e tecnica. Il tracciato del Mondiale sudafricano, secondo una prima analisi di Salvoldi (CT della selezione italiana femminile, ndr), sarà molto simile a quello che abbiamo affrontato lo scorso anno in Messico» ha precisato De Candido. Ma in queste importanti manifestazioni gli azzurri dovranno anche essere competitivi nelle prove contro il tempo: «Per formare la squadra crono valuterò con attenzione le prove del “Bracciale” ed effettuerò un primo raduno a giugno. Divisi in due gruppi, parteciperemo anche alle gare a tappe di Svizzera e Olanda» ha concluso il CT italiano.  

UN DIARIO DI EMOZIONI EUROPEE

Un diario per raccontare le emozioni e i sogni dell’Europeo: è questo l’obiettivo de “L’Europa a Pedali”, blog ufficiale dei Campionati Europei che è online da pochi giorni e che sta raccogliendo parecchi consensi. Per più di tre mesi il blog aprirà le sue pagine agli appassionati, agli organizzatori, ai giornalisti, agli addetti stampa e, soprattutto, a quegli atleti che dal 3 al 6 luglio faranno di Arona, Pettenasco, Stresa e Verbania il centro dell’Europa a pedali. Al momento hanno aderito al progetto i giornalisti che seguiranno da vicino la manifestazione e alcuni responsabili della comunicazione delle squadre Under 23 e Juniores, oltre naturalmente a tanti amanti delle due ruote. Presto i ciclisti diranno la loro sui percorsi dei Campionati Europei e sulle emozioni che precedono la manifestazione continentale. Ora non vi resta che sfogliare questo entusiasmante diario http://blogs.sdf.unige.it/wordpressMU121/s2800020/  

LE CITTA’ OSPITANTI - In questo numero Arona e Pettenasco; nella prossima uscita spazio a Stresa e Verbania

Il fascino di Arona dura 365 giorni

La città, tra Santi e abbazie, offre scenari da favola: lago e colline per momenti indimenticabili

Arona, 14 mila abitanti, è una cittadina ricca di storia e fascino distesa tra il lago Maggiore e le colline del Vergante. Dalla zona centrale della città, situata a 38 chilometri da Novara, si possono imboccare le numerose stradine che si dipartono verso le rive del lago e che offrono grandi scorci naturalistici. In ogni periodo dell’anno, lungo i percorsi del lungolago, si possono ammirare paesaggi incantevoli e, soprattutto, diversi gli uni dagli altri a seconda della stagione. Particolarmente suggestivo è l’effetto cromatico offerto in Primavera dai pergolati di glicine in fiore che si contrappone al celeste del cielo, al bianco delle nuvole, al blu dell’acqua e al verde delle colline. Proprio in questi luoghi nasceva nel 1538 Carlo Borromeo che fu proclamato Santo nel 1610. La devozione al Santo è tuttora molto forte come si può facilmente intuire attraversando le vie della cittadina: si possono infatti osservare il “Sancarlino”, scultura in legno, e il celebre “Sancarlone”, statua in rame alta circa 35 metri, su cui è possibile salire (grazie ad una scala interna) per godere di una vista di tutto rispetto. Ad Arona sorge anche il porto più grande del lago e, dal molo, è possibile imbarcarsi per effettuare un giro del lago in nave. Ci si potrà anche imbattere in piazza San Graziano, antica sede dell’abbazia benedettina nota per le coltivazioni curate dai monaci. Un luogo a cui proprio non si può rinunciare è la Rocca Borromea raggiungibile seguendo il sentiero che da via Cantoni conduce alla sommità del colle: la Rocca sovrasta il lago e da essa è possibile scorgere l’immensità della distesa d’acqua dolce che si estende con il suo profilo a forma di U. Le sorprese offerte dalla città di Arona non finiscono qui, infatti, per gli appassionati di natura a pochi chilometri dal centro, adagiato sulle colline verdeggianti che circondano il lago, vi è il parco naturale dei Lagoni di Mercurago.

Pettenasco: mulini, ma non solo

Il piccolo centro situato sul Lago d’Orta è conosciuto in tutto il Mondo per le sue sculture in legno

Pettenasco, Pitnasch in piemontese, è un comune di 1.310 abitanti della provincia di Novara adagiato a metà della sponda orientale del Lago d’Orta. Nel paese sono state rinvenute tombe di epoca romana. Secondo la leggenda della vita di San Giulio, nel IV secolo d.C. vi risiedeva il prefetto Audenzio, che aiutò il santo nell’evangelizzazione e fu sepolto accanto a lui nell’Isola di San Giulio. In epoca medievale fece parte della Riviera di San Giulio con propri statuti.

Nell’abitato si trovano i resti di alcune case medievali, con portali in pietra incisi. Un campaniletto romanico è quel che rimane dell’antica chiesa dedicata a Sant’Audenzio ed è unito all’attuale parrocchiale di Santa Caterina, eretta nel 1778: questa conserva dipinti del XVII secolo ed è affiancata da un alto campanile del 1792. La presenza di attività molitoria è attestata fin dal primo documento che cita il paese, risalente al IX secolo. Dalla metà del XIX secolo vari mulini furono convertiti in tornerie idrauliche, dove i gratagamul, i tornitori del legno, realizzavano centinaia di oggetti venduti in tutta Italia. Una delle più antiche tornerie è stata convertita in Museo dell’arte della tornitura del legno.

Ultimo aggiornamento : 15-04-2008 22:22

   
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