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Adriano Malori campione europeo PDF Stampa E-mail

Scritto da Administrator, 03-07-2008 14:00

Pagina vista : 692    

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Pubblicato in : Tutte le notizie giorno per giorno, News ciclismo giovanile

L'olandese Ellen Van Dijk e l'italiano Adriano Malori (Nella foto) sono i nuovi Campioni Europei Under 23 a cronometro. Ad emettere il verdetto è stato il percorso di 25,3 km che ha condotto 39 ragazze e 55 ragazzi Under 23 da Pettenasco a  Stresa.  La manifestazione organizzata dall'AC Arona in collaborazione con il Pedale Verbanese Delta si è aperta con la prova femminile, dominata dall'olandese Ellen Van Dijk: l'atleta della Vrienden van Het Platteland, nata l'11 febbraio 1987, ha coperto i 25,3 km in 32'33", precedendo di 5" e 8" le ucraine Svitilana Galyuk e Lesya Kalitovska. «Ho preparato questa gara con grande cura: già durante la ricognizione di ieri avevo apprezzato molto il percorso ed è stato allora che ho capito che avrei potuto essere della partita. Adesso rimango concentrata in vista della prova in linea di domenica, dove spero ancora di essere protagonista», ha commentato la medaglia d'oro al traguardo. Elena Berlato e Serena Danesi (le uniche due azzurre al via) si sono classificate rispettivamente 19^ e 29^. 


 

Tra gli uomini strepitoso successo dell'italiano Adriano Malori, che ha confermato di essere uno dei migliori cronoman in circolazione. L'azzurro diretto dal Commissario Tecnico Rosario Fina e fresco vincitore del titolo italiano ha stracciato l'agguerrita concorrenza della Federazione Russa, capace di piazzare tre atleti nei primi quattro posti. Il corridore emiliano del team Filmop ha chiuso in 27'56", 7" meglio di Timofey Kritskiy e 21" di Artem Ovechkin."E' incredibile, ancora non riesco a realizzare cosa sono riuscito a fare - è stato il primo commento del neo-campione europeo -. Dedico questa maglia a mia mamma, che mi segue sempre ovunque, e a Mirko Rossato. Io e lui sappiamo quanti sacrifici sia costato questo titolo, senza il suo aiuto non ce l'avrei mai fatta". "Sapevo che i russi erano fortissimi - ha aggiunto Malori -, ma sono riuscito a tenerli a bada nei primi sette chilometri, quelli più duri, in cui si è decisa la corsa. Ora il mio obiettivo è il campionato del mondo. Settembre è lontano ma mi farò trovare pronto all'appuntamento. Lì gli avversari sono ancora più agguerriti, ma a questo punto sarebbe impossibile non puntare a una medaglia". «Ho cercato per tanto tempo questo risultato, migliorando settimana dopo settimana con allenamenti intensissimi. Da due anni continuavo a salire sul podio e a guardare dal basso quelli che indossavano la maglia, chiedendomi che sensazione si potesse provare. Ora quel giorno è arrivato anche per me e ancora non riesco bene a realizzare per l'emozione che provo», ha dichiarato Malori. Così gli altri italiani: buon dodicesimo posto di Stefano Borchi, a 1'03" da Malori e ad appena una quarantina di secondi dal podio, e 28° per Alfredo Balloni, a 1'39" dal vincitore.    

ORDINE D'ARRIVO CRONO UNDER 23:

1. Adriano Malori (Italia) Km. 25,3 in 27'56", media 54,344

2. Timofei Kritskiy (Russia) a 7"

3. Artem Ovechkin (Russia) a 21"

4. Dmytri Sokolov (Russia) a 39"

5. Rafael Serrano (Spagna) a 50"

6. Andreas Hengin (Germania) a 57"

7. Tony Gallopin (France) a 57"

8. Geert Joeart (Estonia) a 57"

9. Gatis Smukulis (Lettonia) a 1'01"

10. Krijstian Koren (Slovenia) a 1'02"

 

Testa bassa e pedalare anche domani: nei 16 km che da Arona risalgono il Lago Maggiore fino a Stresa, a farla da padrona è la pianura. Il che significa che anche fra gli Juniores il vincitore andrà ricercato tra gli specialisti delle prove contro il tempo. La strada è larga, non ci sono curve particolarmente pericolose e quasi mai i corridori dovranno mettere mano ai freni, nonostante la strada tenda a scendere impercettibilmente per buona parte del percorso. Un tracciato da alte velocità, da bere tutto d’un fiato, in cui sarà fondamentale sapere spingere nel migliore dei modi il lungo rapporto. Per gli Juniores, ricordiamo, il massimo sviluppo consentito dai regolamenti non può superare i 7,93 metri. Anche il vento, di solito trasversale e proveniente dal lago, potrebbe dire la sua. E poi, in una prova così breve, la cura del più piccolo dettaglio potrebbe risultare decisiva. Perchè anche pochi secondi possono fare la differenza tra un posto sul podio e un piazzamento di rincalzo.

Ultimo aggiornamento : 03-07-2008 14:33

   
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