Rimasto pressochè invariato da decenni (unica variazione il Bric Berton al posto del Turchino per un paio d'anni), il tracciato classico della Sanremo subirà in questa edizione due modifiche interessanti. I motivi di entrambe sono legati a lavori in corso sulle strade, ma chissà, se fosse garantita una maggior spettacolarità della corsa potrebbero anche diventare parte del percorso classico. La partenza è (ovvio) da Milano, da via della Chiesa
Rossa alle 9 e 30. I primi 120 km sono assolutamente piatti, si passa,
tra l'altro da Pavia, da Voghera, si entra in Piemonte dopo una
sessantina di km, e dopo aver superato Tortona e Ovada si "scala" la
prima asperità di giornata. Uno scalare virgolettato perché affrontare
il Turchino non è quanto di più ostico possa capitare. Si tratta in
realtà di un lungo falsopiano, con pendenze un pochino più impegnative
(5-6%) solo negli ultimi 3 km.
Al km 155 siamo in Riviera, a Voltri.
Fin qui la corsa sarà segnata sicuramente da una fuga di corridori che
aspirano soprattutto a mettersi in mostra al grande palcoscenico della
Sanremo, senza ulteriori ambizioni. I favoriti saranno ancora, e per
parecchi km, nella pancia del gruppo. Dopo aver superato le leggere
ondulazioni dei Piani d'Invrea si prosegue per un tratto di una
cinquantina di km senza nessuna variazione altimetrica fino a Spotorno.
Qui la deviazione per la nuova salita delle Manie. E' una salita che si
presenta come abbastanza impegnativa, anche se a circa 100 km dal
traguardo non dovrebbe provocare scossoni. E' certo però che qualche
tossina in più ai velocisti potrà restare nelle gambe. Dopo qualche km
di falsopiano ci si butterà nella discesa verso Finale Ligure e di
nuovo sul percorso classico. Ancora 25 km circa e il gruppo si troverà
sotto le ruote i tre capi: Capo Mele, Capo Cervo e Capo Berta. I primi
due
sono ondulazioni impercettibili, mentre il Berta è uno strappetto già
un po' più importante, ma servirà, presumibilmente, solo per spengere
definitivamente un'eventuale fuga del mattino ancora in essere.
Dal Berta inizia un tratto fondamentale: dalla vetta mancano 40 km e
siamo ormai in prossimità della Cipressa, quindi stare nelle primissime
posizioni è d'obbligo per i favoriti. La lotta per tenere la testa del
gruppo qui sarà furente ed impegnerà a fondo le squadre dei favoriti.
Dopo aver superato Imperia, il cui passaggio ad imbuto nel centro mette
tutto il gruppo in riga, a 28 km dall'arrivo si affronta la Cipressa,
salita che inizia da S. Lorenzo al Mare. Questa ascesa porta ai 240
metri del comune di Cipressa, ma si sviluppa quasi interamente in
quello di Costa Rainera. Tecnicamente è una salita che può permettere
degli scatti, con pendenze discretamente importanti nella prima parte,
per poi addolcirsi in un falsopiano nel finale. Qui le squadre che non
hanno interesse ad arrivare in volata devono muovere la corsa e far
consumare i velocisti e i loro compagni. Andare al traguardo dalla
Cipressa è molto difficile, ma è una parte di percorso in cui si può
fare un lavoro ai fianchi determinante. Le squadre che non hanno
interessi per la volata dovrebbero iniziare a muoversi già qui. La
discesa che dalla Cipressa ci riporta
sul lungomare e l'Aurelia è molto difficile, con curve cieche e
velocissime. Il
tratto intermedio tra Cipressa e Poggio è infinito per chi ha avuto la
forza di scattare sulla salita appena affrontata: la strada dritta, che
sale in maniera quasi impercettibile è l'ideale terreno per chi insegue
e spesso ci si è trovati così all'imbocco del Poggio con il tutto da
rifare. A 9 km dall'arrivo si svolta a destra ed è Poggio: uno
strappo-toboga, tutto curve in successione che chiama a continui
rilanci dell'andatura. E' nella seconda parte che la strada si apre un
po', dopo il Santuario di Nostra Signora della Guardia, ed è più facile
mettere lo scatto giusto. Siamo però già in cima, a 6 km dall'arrivo ed
aver guadagnato una decina di secondi sembra un'impresa.
Gli scattisti come il solito Bettini, Riccò, Pozzato, Ballan, Gilbert,
e tutti
coloro che vogliono evitare lo sprint dovranno muoversi proprio qui,
nell'ultimo km del Poggio. La discesa è ancora oltremodo tortuosa, ma
dall'innesto sull'Aurelia ci sono ancora quasi 4 km di passione per chi
è eventualmente al comando. Se dietro le squadre dei velocisti sono
ancora in forze ci sono poche possibilità per gli attaccanti di
arrivare vittoriosi sul Lungomare Calvino dove si conclude la Sanremo.
Per
questo per loro è fondamentale cercare di sfoltire soprattutto la
Milram di Petacchi e Zabel già dalla Cipressa. L'ultimo km è tutto
nuovo, con una curva a sinistra al'altezza della famosa fontana che si
incontrava una volta sul rettilineo conclusivo. Una S condurrà al nuovo
traguardo del Lungomare Calvino, dove si sprinterà in assoluto piano e
non più in leggera pendenza come era in via Roma. C'è quindi più spazio
per i velocisti per recuperare dalla fine della discesa del Poggio,
circa 1 km in più, ma le due curve del finale renderanno la volata più
rischiosa e imprevedibile.
Per gentile concessione RCS Sport
Ultimo aggiornamento : 18-03-2008 21:42
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