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Danilo Di Luca - Non lo avevamo mai considerato come uno scalatore vero, ma come un corridore che andava forte su salite di media portata. Al Giro invece ha ribaltato i giudizi imponendo i suoi scatti micidiali ad una regolarità eccellente anche nei tapponi con salite in successione. Se la vittoria a Montevergine già gli apparteneva, a Briançon, tra Agnello e Izoard, ha gettato le basi della sua vittoria finale, mentre tra Tre Cime e Zoncolan ha respinto con sicurezza tutti gli attacchi. (Nella foto Di Luca vince a Briançon - Bettiniphoto)
Alberto Contador - La splendida promessa è sbocciata con una prorompenza fin inattesa. Già alla Parigi-Nizza ha fatto vedere di essere scalatore di razza attaccando in ogni frangente e al Tour ha dato spettacolo. I suoi cambi di ritmo sono stati uno spettacolo che non si vedeva da tempo ed ha dimostrato anche di avere quella giusta dose di irriverenza e di coraggio che ogni campione deve avere.
Leonardo Piepoli - Il Trullovolante ha messo insieme la sua stagione più bella a 36 anni, adombrata solo un po' dalla vicenda salbutamolo, poi archiviata, che l'ha messo da parte per qualche settimana. Al Giro è stato straordinario interprete di tutte le salite, ora per sè, come nella vittoriosa scalata a Madonna della Guardia, ora, e soprattutto, per Simoni e Riccò, per i quali ha costruito fughe memorabili come sulle Tre Cime. Anche alla Vuelta ha lasciato il segno con una tappa: forte, coraggioso, umile, gli manca solo un po' di continuità per essere un grandissimo.
Riccardo Riccò - Ad inizio stagione è esploso con una deflagrazione potentissima alla Tirreno, con due rasoiate super poi confermate in una coraggiosa Sanremo con uno sfortunato attacco sul Poggio. Al Giro è arrivato un po' più scarico, ma è stato comunque protagonista eccellente con la tappa delle Tre Cime, il 6° posto finale e la conferma, con certi numeri, di essere il nome nuovo del nostro ciclismo per le grandi salite. Certi cambi di ritmo impressionanti visti tra marzo e aprile possono trovare paragoni attuali solo con Contador.
Gilberto Simoni - Non è più il Gibo dei tempi d'oro, ma il cuore sempre più grande gli ha consentito di guidare una grande Saunier Duval al Giro che in salita ha fatto fuoco e fiamme. Ha saputo farsi da parte al momento opportuno, lasciando campo a Riccò e Piepoli, e poi riprendersi la gloria dello Zoncolan. Quello che si dice un vero capitano. (Nella foto Piepoli, Schleck e Simoni sullo Zoncolan, tappa poi vinta da Simoni - Bettiniphoto)
Ultimo aggiornamento : 16-11-2007 23:08
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Scalatore
Scritto da: Camenzind (Invitato) 19-11-2007 21:59