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Giovani (dal 1983)
Andy Schleck - Il 22enne lussemburghese al Giro d'Italia ha fatto capire in pochi giorni di che pasta è fatto, conquistando il 2° posto finale e la maglia bianca. Grande regolarità, ottima gestione della corsa nonostante una squadra debole, ha dimostrato di avere tutte le doti per primeggiare nelle grandi corse a tappe per un decennio buono, oltre a poter dire la sua in certe classiche come dimostra la 4° piazza al Lombardia. Chi lo conosce fin da piccolo giura che ha doti da fenomeno assoluto e totale ripugnanza verso le pratiche illecite. (Nella foto Andy Schleck nella cronoscalata di Oropa del Giro d'Italia - Bettiniphoto)

Riccardo Riccò - Ad inizio stagione è esploso con un fragore enorme. Il suo modo di correre sfrontato, irriverente, i suoi scatti assassini, hanno creato in breve un personaggio. Riccò ha avuto la forza e la classe, ma anche la personalità di non farsi condizionare minimamente dalle attese che sono diventate subito importanti. Due tappe alla Tirreno, quella delle Tre Cime al Giro ma soprattutto numeri d'alta scuola snocciolati qua e là, anche in un finale di stagione che l'ha rivisto competitivo con il 2° posto del Lombardia. Gli è mancata un po' di costanza, ma è naturale visto il gran numero di corse disputate
Giovanni Visconti - Per gli addetti ai lavori era l'erede designato di Bettini, e quest'anno è stato investito del ruolo in maniera quasi ufficiale. Il siciliano non si è scomposto ed ha continuato nel suo percorso di costante crescita che l'ha portato alla riconferma nella Coppa Sabatini, ma soprattutto al titolo Tricolore e all'ingresso, seppure da riserva, in nazionale. Il prossimo anno lo aspettiamo protagonista in qualche grande classica
Juan Mauricio Soler - Il giovane colombiano è stato una delle note più liete di un Tour quanto mai disgraziato. Si era già visto ad inizio stagione, 2° alla Milano-Torino, ma in Francia Soler ha fatto cose straordinarie, andando in fuga un po' a casaccio ma con una forza e una determinazione tali da consegnargli una vitoria di tappa a Briançon e la maglia di miglior scalatore. E' uno dei migliori scalatori della nuova generazione e se Corti riuscirà a sgrezzarlo tatticamente e tecnicamente può fare grandi cose nelle corse a tappe
Thomas Dekker - Dopo essere stato coccolato per anni nelle giovanili della Rabobank, Dekker è ormai pronto al salto di qualità. Nelle classiche ha cominciato a farsi vedere qua e là ma il suo terreno sono i grandi giri. Si è aggiudicato il Romandia battagliando con un Savoldelli in forma Giro, ed anche al Giro di Svizzera ha piazzato una bella vittoria in una tappa di montagna.
Gregari
Yaroslav Popovich - Può fare strano vedere quello che era considerato il più grande talento degli ultimi vent'anni inserito nella categoria dei gregari. Dopo tante delusioni, però, il suo ruolo di fatto è diventato quello e Yaro al Tour dimostra di saperlo interpretare benissimo, contribuendo non poco alla vittoria di Contador, tirando il gruppo in salita, andando in fuga più volte... Il prossimo anno sarà con Cadel Evans e probabilmente nella strada tracciata in Discovery, cioè quella della spalla
Alessandro Bertolini - Il trentino ha corso solo al Mondiale da vero e proprio gregario, ma ha fornito una prova talmente straordinaria che non può essere menzionato tra i migliori gregari della stagione. Si è inserito nelle fughe importanti e poi ha tirato per km e km spolpando gli spagnoli. E pensare che veniva da un'estate strepitosa in cui aveva vinto la Agostoni, la Placci, il Veneto e qualcuno dubitava sul fatto che si sarebbe comportato da onesto gregario
Andrea Noè - Il 38enne di Magenta non ha nessuna intenzione di appendere la bici al chiodo e continuerà a correre fino al 2009. E a guardare il Giro d'Italia ha ragione lui: è ancora tra i più validi appoggi per Di Luca nelle tappe di salita come in piano, un vero esempio di come va interpretata la professione del ciclismo
Marzio Bruseghin - E' probabilmente il gregario più forte degli ultimi anni per le corse a tappe ed anche nel 2007 fa valere le sue doti. Al Giro vola e si prodiga per aiutare Cunego, ma le migliori soddisfazioni le raccoglie in proprio con la vittoria nella cronoscalata di Oropa. Anche al Mondiale è pedina preziosa ma un problema meccanico lo taglia fuori
Matteo Tosatto - Un altro dei fedelissimi della nazionale. Insieme a Bertolini è l'uomo in più degli azzurri e il suo lavoro è determinante per la grande prova di squadra a Stoccarda. Il resto della stagione lo vede sempre impegnato al fianco di Bettini, con una formidabile fuga fiume al Lombardia annullata ad una ventina di km dall'arrivo.
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Ultimo aggiornamento : 27-11-2007 23:06
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