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A conclusione di una settimana di bel ciclismo come quella della Parigi-Nizza è d'uopo tirare le conclusioni di quanto si è visto. Prima di tutto la conferma dello straordinario talento di Robert Gesink. Il giovane olandese ha fatto cose straordinarie in salita, facendo intuire una prospettiva anche più rosea rispetto all'altro campioncino di casa Rabobank, quel Thomas Dekker di cui si parla ormai da qualche anno. Gesink ha un talento naturale probabilmente superiore a Dekker, ha una capacità di andare in salita e cambiare ritmo che è rarissima da trovare in un atleta così alto. Ha però ancora tanti angoli da smussare per poter diventare da talento a campione: stare in mezzo al gruppo come si deve, avere padronanza della bici in discesa sono tutte cose a lui abbastanza sconosciute e su cui dovrà lavorare. Proprio per questo la Parigi-Nizza l'ha visto fuori dal podio dopo aver fatto il bello ed il cattivo tempo sul Mont Ventoux dove solo uno stremato Evans gli ha resistito. Ma quello che ci fa credere che Gesink diventerà uno dei più grandi del prossimo decennio è proprio l'aver lasciato la propria impronta in luoghi simbolo del ciclismo. Gli scatti, gli attacchi, non sono tutti uguali: Gesink si è fatto conoscere staccando tutti sulla mitica Redoute al Giro del Belgio, ora prende di petto il Mont Ventoux e doma anche questo gigante. Solo chi ha un futuro da campione può fare queste cose in queste strade.
Nella foto Davide Rebellin, vincitore della 66° Parigi-Nizza - Bettiniphoto
Altro
segno interessante di questa Parigi-Nizza è stato un certo risveglio
del ciclismo francese, che ha finalmente visto uno dei propri ex
ragazzi prodigio, Sylvain Chavanel, andare a cogliere un successo
prestigioso in una tappa. Ma sono stati soprattutto due nomi nuovissimi
a segnalarsi nelle file d'Oltralpe: Clement Lhotellerie e Pierre
Rolland. Lhotellerie ha attaccato fino allo sfinimento, dimostrando,
oltre alla grinta, anche un'eccellente capacità di recupero. Rolland
invece ha corso in maniera più nascosta, ma sulle salite, e soprattutto
sul Ventoux, è sempre stato vicinissimo ai più forti. Per un ragazzo di
22 anni è davvero un bel modo di iniziare nel grande ciclismo. Tutti e
due sono nomi da ricordare che far iniziare alla Francia la lenta
strada della risalita.
Capitolo
Sanremo: erano davvero pochi gli uomini al via della Parigi-Nizza che
saranno tra i favoriti della Sanremo. Schumacher ha fatto un buon
prologo ma poi è sparito e sembra abbastanza in ritardo di condizione,
Hushovd ha ripreso grandissimo slancio sui percorsi misti e sul passo,
ma in volata si è preso delle batoste micidiali da Steegmans. Proprio
quest'ultimo, in definitiva, sembra essere l'uomo con più gamba da
Sanremo tra quelli visti in Francia, ma la sua Quickstep sarà
improntata su Boonen e Bettini e per lui non sembrano esserci pertugi
percorribili.
Infine bisogna
celebrare la vittoria di Davide Rebellin e il 2° posto di Rinaldo
Nocentini. Rebellin ha rincorso questa vittoria per tanti anni e la
determinazione con cui è andato in caccia della maglia gialla nella
penultima tappa è il simbolo della splendida maturità agonistica di
questo campione. Rebellin ha corso con intelligenza straordinaria, ha
valutato la forza e le difficoltà degli avversari, soprattutto di
Gesink, attaccando nell'unico modo possibile, in discesa. Grandi
applausi anche a Nocentini, che è stato praticamente pari a Rebellin
essendo finiti i due staccati di appena 3''. Il successo di Rebellin ci
sembra comunque assolutamente pieno, perchè rispetto all'avversario e
connazionale è stato più dentro la corsa, gli ha dato un'impronta di
maggior personalità. E due parole le merita anche Cunego: il veronese
ha perso tanto terreno nella 1° tappa in mezzo ai ventagli, poi ha
attaccato in diverse tappe vedendosi sfuggire il successo parziale per
poco. Un buon Cunego quindi, ma quello che ci sembra anomalo è che un
corridore importante come lui non abbia ancora deciso cosa fare di
questa sua stagione: Giro si o no, Tour si o no, classiche, Olimpiadi o
Mondiali? Ecco, senza un programma preciso, che ci auguriamo Cunego
abbia ben chiaro in mente e che solo non l'abbia reso pubblico, il
rischio è quello che ripeta la stagione scorsa: cioè un Cunego che è
andato abbastanza bene per diversi mesi, ma mai benissimo, mai con quel
picco di forma che fa la differenza.
Hai visto la Parigi-Nizza? Ti è piaciuta, cosa pensi della corsa di Rebellin, Cunego, Nocentini, Gesink...? Lascia il tuo commento
Ultimo aggiornamento : 17-03-2008 22:03
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