Giace inerme a terra l'ultima goccia di
sudore, scava l'asfalto, sgorga dalla fronte accaldata dalle fatiche di
un'intera stagione: dall'ennesima "pessima" annata.
Fosse un film la chiamerei così,
parafrasando alla rovescia la storia raccontata nelle bellissime campagne di
Provenza da Ridley Scott; ma, ahimè, un film non lo è stato. In caso contrario
godrei del dubbio della veridicità e mi arrampicherei sin sull'ultimo specchio
per fingere che quanto accaduto sia stato frutto soltanto della mia disparata
immaginazione, invece...
Invece mi duole immensamente vedere il mio
amato sport giungere all'ennesima debacle in mondovisione, marcire dall'interno,
spegnersi lentamente, inghiottito dai suoi stessi interpreti in una spirale
senza fine, come ogni anno lo stesso tristissmo epilogo di un percorso
accidentato e ormai da riasfaltare completamente o quasi.
Quella goccia di qui sopra comincio a
pensare non sia semplice sudore, ma lacrima vera e pura dell'appassionato che
sulla strada attende per ore il proprio idolo, lo esalta in corsa, poi giunge a
casa, racconta alla famiglia la giornata, accende la televisione e si vede
sbattuto in faccia la solita notizia, il solito tornado:
doping!
Ce ne sarebbero, di quelle lacrime, tante
da farci un mare intero, tanta la passione dei tifosi è radicata e sempre viva:
si piegano e non si spezzano, difendono il proprio sport a spada tratta, lo
amano visceralmente, proprio come me, qui seduto a scrivere questo pezzo, ma con
l'immaginazione sulla strada, a rilanciare l'andatura ad ogni tornante. Sento le
pacche sulla schiena, il grido dei tifosi, la fatica stringermi in una morsa, ma
non mollo, non mollo, continuo a pedalare, continuo a volare con la fantasia,
sogno di continuo, scollino al gpm e da lassù...ah, da lassù...si vede quel
ciclismo di passione e fatica che un giorno forse tornerà a capeggiare, bandendo
gli imbroglioni, tornerà a raccontare storie reali e vere, più vicine alla gente
comune, di lontana memoria.
Lo so, sono un sognatore, ma in fondo lo
siamo tutti, specie noi amanti di questo sport che sempre più spesso vediamo
toccare il fondo, ma quanto è profondo il baratro?
Non c'è luce, la via d'uscita è ancora
lontana, solo un piccolo spiraglio per sperare di risorgere dalle proprie ceneri
come l'Araba Fenice, dimenticando i Rasmussen, i Vinokourov, i Basso, i
Kashechkin e compagnia cantante, elogiando gli uomini d'onore che ancora mi
auguro resistano in questo amaro ciclismo dei giorni nostri; cambiando
radicalmente un'Uci incapace di intendere e di volere; affidando l'argomento
scottante del doping ad un organismo esterno come la Wada; radiando gli
impostori, serve una scossa vera.
Ma serve raziocinio, non
follia.
La follia sta nel trattare i corridori come
bestie, come ricercati da FBI, rinchiuderli in casa per tenerli costantemente
sottocontrollo, sparare a zero sempre e comunque su di loro; ribellatevi
corridori! Ma fate la cosa giusta: nomi e cognomi, abbiate la forza di sputare
il rospo, ammettiate le vostre colpe precedenti; l'appassionato vi continuerà
ad amare se troverete questa forza interna, e allora via, un bel colpo di
spazzola sulle sporcizie del passato. Siamo, sono pronto, a cancellare tutto, a
ricominciare da zero, a dimenticare tutto; ma fatelo voi amici corridori, perchè
dall'alto non arriverà nè la manna nè un grande capo pronto a difendervi, avrete
però la stima di coloro che, un giorno, vi apprezzeranno più di
prima...
Attendo, attendiamo, una risposta
decisa.
Davide
Ultimo aggiornamento : 22-11-2007 14:26
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Hai ragione!
Scritto da: simoni92 (Invitato) 19-12-2007 12:52