|
Riccò: "Sogno l'Alpe d'Huez" - L'edizione 95ª del Tour de France ha vissuto nel pomeriggio
di ieri il suo primo capitolo con la presentazione ufficiale a Brest delle venti
squadre partecipanti alla corsa, tra queste, per il quarto anno consecutivo, la
SAUNIER DUVAL-SCOTT. La squadra, diretta da Joxean Fernández Matxin ,
Sabino Angoitia e Pietro Algeri, ha colto l'occasione per presentare il suo
nuovo equipaggio con predominio dei toni bianchi - che vestirà durante la corsa.
Saranno nove i corridori che difenderanno i colori della SAUNIER
DUVAL-SCOTT durante la corsa. Tra essi, la grande attrazione, è il giovane
Riccardo Riccò, 2º nel passato Giro dell'Italia, entrato all'ultimo minuto
nell'organico per la corsa francese: "E' sempre una grande emozione
partecipare ad una corsa come questa. L'obiettivo è quello di conquistare almeno
una tappa di montagna. Quella di Alpe d'Huez è quella che più mi attrae, ma
vediamo giorno dopo giorno".
Accanto a Riccò ci sarà il fedele gregario
Leonardo Piepoli che oggi si è sottoposto ad una visita dentistica per risolvere
un piccolo problema orale; Juanjo Cobo che lotterà per ottenere un posto d'
onore nella classificazione generale; David de la Fuente che già conosce il
gusto del podio finale dei Campi Elisi; Rubens Bertogliati, vincitore di tappa e
tre giorni maglia gialla nel 2002 ed i debuttanti Josep Jufre, Jesu del Nero,
Angel Litu Gómez ed Aurelien Passeron.
DICHIARAZIONI:
Joxean Fernández Matxin: “Credo che arriviamo al Tour con
una squadra abbastanza competitiva e col chiaro obiettivo di riuscire finalmente
a centrare la nostra prima vittoria di tappa nella corsa dopo tre anni nei quali
siamo stati molto vicino ad ottenerla in varie occasioni. Vogliamo tirarci fuori
definitivamente da questo digiuno. Riccò è venuto all'ultimo minuto, ma credo
che sia in un buon momento di forma ed in Cobo confido ciecamente. E gente come
Piepoli o De la Fuente hanno dimostrato già qui le loro qualità nelle giornate
di montagna. Il percorso di questo anno favorisce un po' più che in altre
occasioni gli scalatori, con meno chilometri di crono e senza l'abituale
prologo. I favoriti, i soliti, magari con Evans e Valverde in testa, benché la
mia scommessa sia Menchov”.
Velocisti, una kermesse anomala - Sarà un Tour de France molto particolare per quel che concerne le volate: in corsa infatti non ci saranno tre dei velocisti più forti, se non i più forti in assoluto, tra quelli in attività, Petacchi, Boonen e Bennati. Oltre a rimescolare le carte per il valore tecnico degli atleti, questa tripla rinuncia porterà ad una gestione complessiva della corsa molto diversa per quel che concerne le tappe di pianura. Questi tre uomini infatti si sarebbero presentati con squadre in gran parte disegnate su di loro, con gregari forti in grado di fare il lavoro sporco e mettere il gruppo in fila nel finale. Senza di loro è probabile che si finisca per assistere a volate molto confuse, in cui scaltrezza e fortuna potranno essere determinanti. Tra gli sprinter presenti al Tour mettiamo in prima fila Freire e McEwen, che per noi sono quelli che danno più ampie garanzie di vittorie. A controbattere possono porsi Steegmans, Hushovd, Cavendish (ma sarà ancorain forma dopo il Giro?), Ciolek, Hunter, Cooke, Chicchi, Zabel, Forster, Sebastien Chavanel. Non è stato selezionato Danilo Napolitano, che la Lampre ha dirottato al Giro d'Austria. E quante saranno le volate a questo Tour? Probabilmente non moltissime perchè i velocisti migliori non hanno una squadra a loro disposizione per tentare di cucire la corsa: diciamo che 5-6 volate oltre alla tappa d'esordio che è su una rampetta, sono nelle previsioni.
Nella foto Oscar Freirei - Bettiniphoto
Uno sguardo al percorso - Diamo una veloce ripassata al menu che i corridori si troverano sotto le ruote nelle tre settimane di Tour: l'avvio è senza prologo, ma con una tappa in linea che prevede l'arrivo in cima ad uno strappetto di quasi 2 km. Anche la 2° tappa ha un finale abbastanza mosso, mentre la terza sarà assolutamente da velocisti. Al quarto giorno saranno già chiamati gli uomini da classifica con una crono di 29 km, la grande novità di questo Tour, con il chilometraggio così contenuto. Dopo una tappa per velocisti si enterà sul Massiccio Centrale con l'arrivo di Superbesse, una salita di 11 km non continua ma con un finale molto duro. Il giorno dopo il percorso ondulato potrebbe favorire una fuga, mentre a Tolosa torneranno in scena i velocisti. La settimana si chiuderà con i Pirenei: domenica arrivo a Bagnere de Bigorre dopo aver scalato Peyresourde e Aspin, lunedì una tappa breve ma molto dura, con Tourmalet e traguardo in quota ad Hautacam, una salita di 14 km sulla quale dovrebbe già accadere qualcosa di importante. Dopo il riposo si ripartirà con una tappa mossa che potrebbe favorire una fuga e poi una serie di tre tappe facili che le squadre dei velocisti proveranno a controllare. Si torna a salire domenica 20 con lo sconfinamento in Italia e l'arriov in salita a Pratonevoso, dopo aver scalato in apertura l'Agnello. Una tappa impegnativa ma non impossibile. Dopo il secondo giorno di riposo si ripartirà da Cuneo in direzione di Jausiers: è una tappa con due lunghissime salite, Lombarda e Bonnette (la cima più alta del Tour) e con un'altrettanto lunga discesa finale verso il traguardo, con possibilità di recupero. La tappa più selettiva tra quelle sulle Alpi sembra essere l'ultima, con traguardo sulla mitica Alpe d'Huez. Si dovranno scalare Galibier, Croix de Fer e Alpe d'Huez e qui ci saranno sicuramente distacchi pesanti. Il giorno dopo la frazione prevede l'arrivo di Sant Etienne dopo un percorso di media difficoltà in cui potrebbe avere partita vinta una fuga da lontano, così come per la tappa 19 a Montlucon, che pure è un po' più facile. Il penultimo giorno di corsa si concede agli specialisti della crono, con una prova sui 53 km, alla vigilia del gran finale dedicato ai velocisti sui Campi Elisi. Che percorso è? Diverso dal solito percorso del Tour, con più spazio ai percorsi di media montagna, meno crono, tappe di montagna con al massimo tre salite. Un percorso che vediamo ottimo per Valverde, che è meno fondista di Evans e può quindi avere meno difficoltà su tappe di montagna non più di 5 o 6 salite, ma che anche dare qualche chance in più a i tanti giovani come Andy Schleck e Kreuziger.
A chi la prima maglia gialla? - C'è grande attesa per vedere chi vestirà la prima maglia gialla, che per la prima volta dal 1967 ad oggi sarà assegnata con una tappa in linea e non con un prologo. Sarà un arrivo in cima ad una rampetta di quasi 2 km, con un primo tratti di strappo che si annuncia abbastanza ostico. E' un arrivo non da velocisti puri, in cui possono primeggiare Freire, Pozzato, Valverde, ma anche Cancellara o Devolder. Da tenere in conto anche Steegmans, che alla Parigi-Nizza di marzo ha dominato su un traguardo simile e due velocisti completi come Zabel e Hushovd.
Fiocco rosa in casa Barloworld - Tutto è pronto a Brest per la prima tappa del Tour de France in programma
domani, la Brest-Plumelec di 197 km. Tutti i corridori della Barloworld stanno riposando in vista
delle prossime fatiche e sognano nel loro animo ciascuno la propria impresa: una
fuga, una vittoria di tappa, un buon piazzamento nelle generale.
Ma c’è
un corridore che ha un pensiero speciale in queste ore di vigilia: Robert
Hunter. Il velocista sudafricano è diventato papà nella prima mattina del 3
luglio, di una splendida bimba, Mandy, data alla luce in Svizzera dalla moglie
Claudia. Ecco perché ieri Robert ha dovuto disertare la presentazione ufficiale,
ma l’evento era talmente particolare e importante che tutti hanno compreso, a
partire dal Team Barloworld per arrivare agli organizzatori del Tour.
Non
è certo cosa di tutti i giorni diventare papà appena prima della partenza di una
grande corsa, ma questo non ha fatto altro che rendere Robert più forte e sicuro
che mai. E pensando alla tappa di domani – che non prevede il tradizionale
prologo – Hunter pensa seriamente di cercare la vittoria e di poter indossare la
prima maglia gialla: “Sarebbe davvero un bel regalo per Mandy – ha detto
Hunter - e per la squadra. Ma non sarà affatto facile. L’arrivo di domani è
posto in cima ad una strappo di quasi 2 km: non è una salita vera, ma nemmeno
pianura. Ad ogni modo, darò il massimo. Dovrò controllare soprattutto Erik Zabel
e Thor Hushvod, che vedo come favoriti per uno sprint di questo tipo”.
Ultimo aggiornamento : 04-07-2008 14:22
|
|
|