Forse avranno ragione quelli che credono al sortilegio del numero 17, forse no.
L’edizione numero 17 del Trofeo Melinda-Val di Non è nata in una situazione non
favorevole (la contemporaneità dei Giochi Olimpici ha indubbiamente ridotto la
visibilità di un evento che pure ha confermato in pieno la sua caratura tecnica
e organizzativa) e si è poi disputata in condizioni atmosferiche davvero
ingrate, con pioggia battente e clima rigido (11 gradi!): mai prima d’ora questa
gara era stata disputata sotto il temporale.
Con le gare di mountain bike si è chiusa la rassegna del ciclismo alle Olimpiadi di Pechino su cui domani calerà il sipario con la ceirmonia di chiusura. Tra le donne il successo è andato alla tedesca Sabine Spitz sulla polacca Wloszczowska e la russa Kalentyeva. Per la nostra Eva Lechner, all'esordio olimpico, un discreto 16° posto. Tra gli uomini il francese Julien Absalon ha fatto gara a sè bissando il titolo di Atene. Il connazionale Peraud l'ha inseguito per tutta la gara concludendo al 2° posto, mentre gli svizzeri Schurter e Sauser hanno attaccato al penultimo giro per classificarsi nell'ordine dietro ai francesi. Bellissima la gara di Marco Aurelio Fontana che ha combattutto con gli inseguitori dei francesi fino alle fasi conclusive per poi classificarsi al 5° posto. Yader Zoli ha concluso doppiato al 30° posto.
Tatiana
Guderzo raggiante come non mai è tornata a casa: con una medaglia di bronzo al
collo e sei chilogrammi in meno. Quelli persi prima e durante il suo soggiorno
a Pechino dove ha dovuto rinunciare alla cioccolata, la nutella in particolare,
di cui va ghiotta fin da quando era bambina. “Una rinuncia che è servita per
presentarmi all’appuntamento olimpico in grande forma – ha osservato la
campionessa vicentina -. Il risultato ottenuto ai Giochi Olimpici è stato
possibile per via di una serie di concomitanze positive: la vicinanza della
famiglia; la disponibilità e professionalità del Gs Gauss-Rdz-Ormu e dei suoi
sponsor, dal primo all’ultimo; la perfetta conduzione tecnica dell’Fci e
naturalmente la mia eccellente condizione fisica. Sono davvero molto contenta
perché ci tenevo parecchio a fare bella figura a Pechino. Adesso mi rilasserò
per qualche giorno, uscendo in bicicletta senza forzare, per poi riprendere ad
allenarmi a “tutta” in vista del mio rientro alle corse in Italia programmato
per il prossimo 30 agosto a Padova, dove naturalmente conto di “bagnare” nel
miglior modo possibile la medaglia di bronzo conquistata ai Giochi di Pechino
il 10 agosto scorso. Anche perché Luigi Castelli e Luisiana Pegoraro,
rispettivamente presidente e direttore sportivo del mio team, vogliono
consentirmi di fare bella figura davanti alla mia gente”.
L’idea di far nascere il Giro
ciclistico d’Italia, che la dirigenza de La
Gazzetta dello Sport vagheggiava da più di un anno, ebbe
un’improvvisa accelerazione nell’agosto del 1908 quando si profilò, minacciosa,
l’ipotesi di un concorrente molto agguerrito, il Corriere della Sera. Il grande quotidiano
milanese, sullo slancio di un riuscito Giro automobilistico, ne stava
progettando uno di biciclette, con la collaborazione del Touring Club d’Italia e
della Bianchi, premiata
Casa
di cicli da corsa.
Per questo il 5 agosto
1908, a
firma di uno dei soci de La Gazzetta dello
Sport, Tullio Morgagni, un telegramma raggiunse Eugenio Costamagna,
direttore della “rosea”, in villeggiatura a Mondovì, e Armando Cougnet, inviato
del giornale e appassionato organizzatore di eventi sportivi, a Venezia per
affari.
Cocente delusione dal velodromo olimpico: Vera Carrara ha trovato una giornata estremamente negativa disputando la più brutta finale della sua carriera tra mondiali ed Olimpiadi. Vera non è mai stata nel vivo della gara, con solo un timido tentativo verso metà gara che ha dimostrato una scarsa condizione. L'oro è andato a Marianne Vos, l'eclettica campioness aolandese, che è stata l'unica in grado di guadagnare il giro chiudendo a 30 punti. La cubana Gonzalez ha conquistato il secondo posto, la spagnola Ulaberria il terzo, mentre la Carrara ah chiuso 14° con un solo punto conquistato. Nell'inseguimento a squadre i britannici hanno stravinto contro la Danimarca segnando un nuovo record mondiale a 3.53.314, mentre la Nuova Zelanda ha superato l'Australia per il bronzo. Domani si chiudono le gare in pista con le finali della velocità (Hoy e Pendleton favoriti) e l'americana con i nostri Ciccone- Masotti
Appena rientrato in Spagna dalla Cina, Alberto Contador ha già cominciato a focalizzarsi sui prossimi obiettivi, in primis la Vuelta Espana. Il campione spagnolo però ha anche presentato il suo nuovo sito, www.albertocontador.es, già attivo da un po' ma ora totalmente rinnovato. Intanto si torna anche a parlare di Giochi: "Le Olimpiadi sono state una bellissima esperienza, tutti gli sportivi vorrebbero parteciparvi almeno una volta. Stare al Villaggio con tutti quei campioni è stato bellissimo. Il quarto posto della crono è stato buono, non ero al massimo della forma, ma ho dimostrato di aver fatto buoni progressi nelle prove contro il tempo."